Ti è mai capitato di bruciare il sugo perché il fornello era troppo vivace? Oppure di cuocere il ragù per ore con fiamma bassissima, rischiando comunque che si formassero zone più calde di altre sul fondo della pentola? Se la risposta è sì, allora forse hai già intuito quanto possa essere utile lo spargifiamma.
Lo sai? Questo piccolo disco, per molti sconosciuto, può fare una differenza enorme nelle nostre ricette, specialmente quelle che richiedono cotture lente e costanti. Eppure, spesso ci chiediamo: meglio scegliere uno spargifiamma in ghisa o in alluminio? Nel corso di questa guida proveremo a rispondere, valutando pregi e difetti di ciascun materiale. Prepariamoci a una panoramica rilassata ma dettagliata, tra chiacchiere culinarie, qualche racconto di vita quotidiana e consigli pratici che potrebbero tornarti utili la prossima volta che ti trovi davanti a uno scaffale pieno di questi dischetti misteriosi.
Piccolo preambolo: perché uno spargifiamma?
Gli strumenti da cucina non finiscono mai di sorprenderci. Ci sono accessori all’apparenza minuscoli che si rivelano fondamentali. Uno di questi è proprio lo spargifiamma. In pratica, è un disco che si posiziona fra la fiamma del fornello e la pentola, distribuendo il calore in modo più omogeneo. E sai che vantaggio c’è? Il calore non si concentra solo in un punto, ma si diffonde in maniera più uniforme, evitando che i cibi si brucino sul fondo.
Prima di pensare ai materiali, fermiamoci un attimo a ricordare la classica situazione: il bollitore del latte al mattino. Tutti noi, almeno una volta, abbiamo dovuto gestire la pulizia del gas sporco perché, distratti dalle notifiche sul cellulare o dalla fretta di uscire, ci siamo ritrovati il latte fuoriuscito dalla pentola. Ecco, lo spargifiamma aiuta a moderare la temperatura e può ridurre la probabilità di incidenti come questi. Non è miracoloso, ma davvero prezioso se hai bisogno di cotture gentili e graduali.
A cosa serve esattamente?
Più nel dettaglio, lo spargifiamma interviene quando dobbiamo cucinare in maniera lenta e uniforme. Prova a pensare a un ragù alla bolognese, allo stufato di carne, alle zuppe che richiedono un’oretta di bollitura leggera o persino alla preparazione di salse delicate, tipo la besciamella. Mettere la pentola a contatto diretto con il fornello, specie se a gas, può creare picchi di calore. Invece, con uno spargifiamma, la fiamma viene “filtrata” dal disco prima di toccare il fondo del tegame.
Questi dischi possono essere realizzati in vari materiali: acciaio, ghisa, alluminio o persino con piccole reti metalliche. Se entri in una ferramenta, in un negozio di casalinghi o anche se cerchi in rete, troverai tantissimi modelli e dimensioni differenti. E, volendo, ci sono marchi famosi come Ballarini o Tescoma che ne producono di vari tipi. Tuttavia, la questione principe resta: meglio la ghisa o l’alluminio?
Lo spargifiamma in ghisa: una roccia in cucina
Caratteristiche principali
La ghisa è un materiale molto resistente, da sempre utilizzato in cucina per padelle, pentole e piastre. Un tempo, i nostri nonni avevano la classica pentola in ghisa per cuocere cibi a fuoco lento. Ancora oggi è molto apprezzata per la capacità di mantenere a lungo il calore. Lo spargifiamma in ghisa, perciò, offre questo grande vantaggio:
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Distribuzione del calore omogenea: una volta riscaldato, tende a rilasciare il calore in modo costante.
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Resistenza e durata: la ghisa è famosa per la sua solidità. Se ti cade lo spargifiamma di ghisa, probabilmente si scheggia il pavimento più che rompersi il disco!
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Stabilità sulla fiamma: di solito, essendo più pesante, rimane ben fermo sul fornello, senza muoversi a ogni spostamento della pentola.
Gli svantaggi da valutare
Ma è tutto oro ciò che luccica? Non sempre. Lo spargifiamma in ghisa ha qualche punto debole:
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Peso consistente: maneggiarlo non è sempre comodissimo, specialmente se è di dimensioni grandi.
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Riscaldamento più lento: richiede un po’ di tempo per scaldarsi. Ma, d’altra parte, una volta caldo, resta stabile.
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Possibili ruggini: se non lo asciughi bene, la ghisa tende a formare leggeri strati di ossidazione. Nulla di irrimediabile, basta curarla con attenzione.
In sostanza, è la scelta ideale se cerchi qualcosa di robusto, capace di rilasciare calore in modo continuo per cotture lunghe e pazienti.
Lo spargifiamma in alluminio: leggerezza e praticità
Pro e caratteristiche
L’alluminio è famoso per la sua leggerezza e per la buona capacità di condurre il calore. Molte pentole da cucina domestiche sono proprio di alluminio o presentano un’anima in questo materiale. Lo spargifiamma in alluminio è quindi più comune e, spesso, anche più economico rispetto a quello in ghisa.
Cosa lo rende così popolare?
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Rapido riscaldamento: l’alluminio si scalda in fretta, perfetto se hai poco tempo e vuoi passare subito ai fornelli senza aspettare troppo.
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Peso ridotto: facilissimo da spostare o da lavare. Non hai bisogno di fare le braccia in palestra per maneggiarlo!
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Costo contenuto: si trovano modelli a prezzi molto bassi, spesso anche qualche euro in meno rispetto a quelli in ghisa.
I limiti da tenere a mente
Come ogni materiale, ha anche i suoi limiti:
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Meno stabile sulla fiamma: la leggerezza può essere un ostacolo, perché basta un piccolo urto per farlo scivolare.
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Sensibile agli urti: può piegarsi o deformarsi se lo maltratti.
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Raffreddamento veloce: si scalda in fretta, ma perde calore altrettanto rapidamente. Se interrompi per qualche minuto la cottura, potrebbe essere meno costante.
Nonostante questi aspetti, è comodo per chi cerca praticità e per tutte quelle ricette dove serve una diffusione del calore moderata ma non troppo prolungata.
E se ci sono altri materiali?
Giusto per completare il quadro, esistono anche versioni in acciaio inossidabile o con rete metallica. Alcune persone preferiscono la rete d’acciaio perché è leggerissima e costa pochissimo, ma non sempre diffonde il calore in modo perfetto. Chi usa piastre in acciaio, invece, trova un buon compromesso tra durata e conducibilità, sebbene l’acciaio impieghi un po’ di tempo a scaldarsi uniformemente.
Tuttavia, se la domanda è “meglio la ghisa o l’alluminio?”, di solito la scelta si concentra proprio tra questi due. Ecco perché è nata una specie di sfida, quasi come con le padelle: c’è chi ama la ghisa con tutta l’anima, e chi invece non cambierebbe mai l’alluminio per la sua comodità.
Facciamo un confronto pratico: ghisa vs alluminio
1. Durata nel tempo
La ghisa è più resistente e non si deforma. L’alluminio, invece, è più soggetto a piccoli danni, specialmente se di bassa qualità. Se pensi di usare lo spargifiamma quotidianamente, la ghisa potrebbe essere una scelta più affidabile nel lungo periodo.
2. Peso e maneggevolezza
Lo spargifiamma in alluminio è leggero, facile da riporre e da tirare fuori in un batter d’occhio. Quello in ghisa richiede un po’ più di forza. Se hai una cucina già piena di utensili pesanti e poco spazio, magari l’alluminio è più confortevole.
3. Conducibilità termica
L’alluminio conduce il calore in modo rapido, la ghisa lo trattiene più a lungo. Per cotture brevi o medie, un disco in alluminio può bastare. Per cotture extra-lunghe (come certi brodi o sughi che cuociono per ore), la ghisa dà il meglio di sé grazie al rilascio costante di calore.
4. Prezzo
In genere, l’alluminio è più economico della ghisa. Esistono spargifiamma in ghisa di fascia bassa, ma i modelli davvero buoni in questo materiale costano un po’ di più. Se il budget è limitato, può pesare sulla decisione.
5. Curiosità sulle temperature
Hai presente quelle ricette che esigono temperature quasi da “fuoco dolcissimo”? Magari devi fondere il cioccolato (e sai quanto possa essere delicato), oppure scaldare lentamente un sugo ricco di latte senza rischiare di farlo “impazzire”. Con la ghisa, una volta raggiunto il calore desiderato, difficilmente si avranno sbalzi, e questo è un toccasana per preparazioni molto sensibili. Con l’alluminio, invece, se modifichi la fiamma, cambia rapidamente anche la temperatura sul fondo. Dipende un po’ dalle tue abitudini: se tieni sempre la stessa potenza di fiamma e controlli spesso, forse non è un problema.
Qualche digressione sui cibi che amano la cottura lenta
Prima di prendere la decisione, fammi fare una piccola digressione: quali sono i cibi che davvero beneficiano dello spargifiamma?
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Ragù e salse a base di pomodoro: con la ghisa o l’alluminio, la salsa mantiene una temperatura più uniforme, riducendo il rischio di bruciature sul fondo.
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Zuppe e minestroni: magari la notte d’inverno, quando fuori piove, hai voglia di un brodo lentissimo. Lo spargifiamma aiuta a cuocere le verdure in modo omogeneo, preservandone il sapore.
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Cioccolato fuso: fammi ripetere, il cioccolato è delicato. Serve un calore stabile per scioglierlo senza danneggiarne la consistenza.
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Creme e salse delicate: dalla besciamella alla crema pasticcera, è importante mantenere la giusta temperatura.
In più, se sei amante delle ricette che prevedono l’uso di pentole in terracotta, lo spargifiamma è fondamentale. La terracotta, infatti, non regge bene lo shock termico del contatto diretto con la fiamma. Un disco di ghisa o di alluminio aiuta ad ammortizzare il calore e impedire che il recipiente si crepi.
Hai presente la manutenzione?
Anche il fattore manutenzione ha la sua importanza nella scelta. Per gli amanti della ghisa, la pulizia deve essere scrupolosa: è meglio evitare di lasciarla bagnata a lungo, altrimenti può comparire la ruggine. Alcuni usano perfino un velo d’olio per “proteggere” la superficie dopo l’asciugatura, anche se questo è più comune per pentole e padelle in ghisa che per i dischi spargifiamma.
Per quanto riguarda l’alluminio, attenzione a detersivi aggressivi o spugne troppo abrasive, perché potresti rovinarlo e farlo diventare opaco, oltre a creare delle zone più sottili. In linea di massima, basta una passata con una spugna non troppo ruvida e un goccio di sapone per piatti. In pochi minuti, tornerà pulito e pronto all’uso.
La scelta finale: ghisa o alluminio?
Cerchiamo di trarre una conclusione:
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Se ami le cotture lente, prolungate, se ti piace passare la domenica a far sobbollire il ragù per ore, e cerchi uno strumento solido che ti accompagni per anni, probabilmente lo spargifiamma in ghisa fa proprio al caso tuo. Ti darà l’impressione di stabilità, solidità, e manterrà il calore in modo costante.
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Se invece hai bisogno di qualcosa di pratico, leggero e vuoi spendere meno (o magari non usi lo spargifiamma così di frequente), l’alluminio è una scelta ottima. Si scalda in un lampo e fa un lavoro più che dignitoso nel diffondere il calore.
Non è nemmeno detto che tu debba per forza preferire uno rispetto all’altro per sempre. C’è chi ha entrambi e li alterna in base a ciò che deve cucinare. Lo spargifiamma in ghisa per le cotture lunghe, quello in alluminio per le preparazioni più veloci. Se hai spazio in cucina e un budget sufficiente, potresti prendere in considerazione questa strada.
Consigli pratici finali
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Dimensioni: Assicurati di scegliere uno spargifiamma che si adatti alle pentole che usi di più. Se è troppo piccolo, potrebbe non coprire bene la base; se è eccessivamente grande, rischia di sporgere inutilmente.
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Manico o non manico?: Alcuni spargifiamma hanno una sorta di impugnatura ripiegabile per sollevarli facilmente. Se pensi di spostarli spesso, potrebbe essere un accessorio utile.
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Attenzione all’altezza delle pentole: Se hai una pentola molto alta, il fuoco va regolato di conseguenza. Lo spargifiamma ti aiuta a distribuire il calore, ma se la fiamma è troppo alta e lambisce i lati della pentola, rischi di scaldare le pareti più del fondo!
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Pulizia regolare: Non accumulare residui di cibo o schizzi di sugo. Si incrostano e dopo diventa più noioso rimuoverli. Basta una passata dopo ogni uso.
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Sperimenta: Non aver paura di provare. Metti lo spargifiamma, regola la fiamma e impara a capire i tempi di riscaldamento e di cottura ottimali, in base a cosa devi cucinare.
Conclusioni
Questa “diatriba” tra spargifiamma in ghisa e in alluminio potrebbe sembrare irrilevante a chi non si è mai imbattuto in cotture delicate. Ma, quando inizi ad apprezzare la cucina lenta e uniforme, scopri quanto possa essere prezioso. La ghisa è una compagna fedele, soprattutto se la trattiamo con cura. L’alluminio è agile, immediato, spesso più economico, e si presta bene a usi meno impegnativi.
Non esiste una scelta giusta o sbagliata, bensì quella più adatta alle tue esigenze. Ami sperimentare ricette che prevedono ore ai fornelli? Adori le zuppe invernali e i sughi ricchi di sapore che borbottano piano piano? Forse la ghisa è il tuo materiale del cuore. Vuoi semplicemente un appoggio per evitare di bruciare una salsa leggera o un brodetto di pesce e non hai voglia di alzare pesi enormi? Allora l’alluminio è un alleato perfetto.
Lo sai, a volte basta davvero poco per migliorare l’esperienza ai fornelli: una piccola spesa, uno strumento semplice, e i piatti prendono un sapore diverso, quasi come se fossero coccolati dalla fiamma giusta. Fai un tentativo e poi racconta a parenti e amici quanto ti trovi bene con il tuo nuovo spargifiamma: potresti scoprire di non poterne più fare a meno.